CRUEL SUMMER


Serie prodotta da Jessica Biel e interpretata da Olivia Holt e Chiara Aurelia, Cruel Summer è un thriller adolescenziale, un po' mystery drama e un po' young adult, uscito qualche anno fa su Prime Video
L'ho vista esattamente due estati fa, scoperta per caso e divorata in soli due giorni la prima stagione – decisamente più bella – e in tre la seconda.

Durante gli anni '90 una ragazzina, Kate Wallis, bionda e popolare, sparisce nel nulla in una cittadina immaginaria del Texas, Skylin, calamitando l'attenzione dei media di tutti gli Stati Uniti. Quando viene miracolosamente ritrovata un anno dopo, un'altra ragazzina della sua scuola, Jeanette Turner, ancora acerba e decisamente meno popolare, viene accusata di aver visto Kate imprigionata ma non aver fatto nulla per salvarla, pur di mantenere la popolarità acquisita durante l'assenza di Kate. Jeanette è una studentessa nerd che sogna di poter essere amica della bellissima e amata da tutti Kate. I suoi goffi tentativi di approcciare la ragazza vengono resi difficili dalla distanza classista – Jeanette viene tirata via dai suoi amici nerd, mentre la madre di Kate ne osteggia la frequentazione ritenendola non degna del loro ceto. 
Se la storia può sembrare già vista e nuova allo stesso tempo, nuovo è sicuramente il modo scelto per raccontarla, la vera idea vincente di questa serie. Il racconto, infatti, si svolge su tre linee temporali, presentate fin da subito in ogni episodio - le estati del 1993, 1994 e 1995 - e subito riconoscibili grazie allo stratagemma, oltre che di acconciature diverse per i vari personaggi, dell'utilizzo cromatico della fotografia. Questa struttura del racconto è molto ben utilizzata per creare maggiore pathos nello sciorinare gli eventi che hanno portato al rapimento e al rilascio di Kate ed è anche un modo per far vedere quanto le cose possano cambiare in un solo anno durante l'adolescenza, soprattutto per le ragazze. Il 21 giugno, poi, ritorna ossessivamente nell'arco dei tre anni: nel '93 scompare Kate proprio il giorno del compleanno di Jeanette, nel '94 Jeanette è cambiata ma viene accusata dalla stessa Kate, mentre nel '95 Jeanette è provata, allo sbando, ma decisa di muovere una denuncia proprio contro Kate. Un anno dopo il rapimento di Kate (1994), quando ormai la ragazza si riteneva morta, Jeanette ha abbandonato il suo gruppo di nerd per frequentare le amiche cool di Kate, esce con l'ex ragazzo di lei, ha slegato le trecce e rimosso l'apparecchio ortodontico per acquisire un look più deciso e adulto. Kate, però, viene ritrovata viva e vegeta, pur traumatizzata dalla lunga prigionia nella cantina di un maniaco. Il colpo di scena si svela in una trasmissione televisiva in cui Kate è invitata e dove accusa in diretta Jeanette di averla vista durante la sua prigionia e di aver fatto finta di niente. Un anno dopo ancora (1995) Jeanette è sull'orlo del disastro sociale: persino il padre le rivolge appena la parola e la sua unica speranza è una denuncia per diffamazione ai danni di Kate.

Il racconto gioca con la piramide sociale scolastica, perché Kate ha un rapporto complesso con la popolarità – tanto ambita da Jeanette - man mano che si rende conto di cosa comportino tutte queste aspettative sulle sue spalle, e dall'altro lato della barricata Jeanette, che anela a quella fama, si ritrova la ragazza più odiata di tutta l'America per ciò che ha presumibilmente fatto a Kate. In sua assenza coltiva la vita di Kate. I tre piani temporali si intersecano di continuo, mostrandoci in anticipo cosa accadrà: la sceneggiatura gioca consapevolmente con questo genere di aspettative, costruendo la tensione proprio nel contrasto fra le tre diverse estati. Nelle prime scene, la differenza fra le tre Jeanette che vediamo sullo schermo è così forte, che non può che farci venire voglia di capire cosa diavolo le è successo. Quando poi la storia del rapimento comincia a svilupparsi, ecco che nasce anche un continuo rimescolamento di emozioni, amicizie, amori e tradimenti che prende tutti i personaggi. Ogni volta che andiamo avanti scopriamo sempre più dettagli senza che le domande di base trovino una risposta che già dopo il primo episodio cominciamo ad agognare: è vero che Jeanette avrebbe potuto salvare Kate? E se sì, perché non l'ha fatto? E se invece Kate si fosse sbagliata? E come ha fatto Kate a tornare libera? C'è qualcosa di segreto pure lì?  
Presentare il punto di vista di Jeanette nel primo episodio è una mossa brillante da parte degli autori, perché ci porta a identificarci subito con lei, a volerle credere, a negare fino all'ultimo l'evidenza. Vedere il declino e la sofferenza della bambina, che diventa ragazza popolare per poi essere esiliata, è doloroso, ci convince che la cosa giusta da fare sia crederle, provare empatia per lei e per l'inferno che la sua famiglia attraversa. Eppure, Jeanette è realmente quella che ci viene mostrata negli episodi successivi, bugiarda patologica e disperatamente alla ricerca di un'approvazione che non può ottenere. Perché Jeanette Turner ci ha ingannati tutti, portando la sua recita all'estremo fino a farci credere che fosse una vittima.

Un altro grande punto di forza di
Cruel Summer è la sensibilità estrema con cui viene raccontato il trauma di Kate e in particolare la relazione che intraprende con il signor Harris, colui che poi ne diventerà l'aguzzino. Non ci sono accenni di romanticismo, bensì viene chiarito subito come il vicepreside approfitti della sua posizione di potere e della fragilità dell'adolescente per attirarla in una trappola mortale, sebbene all'inizio Kate la percepisca come un rifugio. Martin Harris si avvicina a Kate offrendole una sicurezza che lei ricerca spasmodicamente, la inganna perché lei è poco più di una bambina spaventata. Se è vero che la ragazza si presenta volontariamente a casa del suo futuro rapitore, tanto da vergognarsene profondamente dopo e non riuscire ad ammetterlo, è reso evidente nella serie che la volontà di Kate era stata già plagiata, le sue debolezze sfruttate da un uomo che sapeva benissimo che il suo rapporto con una studentessa minorenne fosse inappropriato. Se è vero che il signor Harris è condannabile e Jeanette una bugiarda, anche Kate, seppur piccola e plagiata dalla madre, non avrebbe dovuto accusare Jeanette di una cosa che non era sicura che ha fatto di proposito, oltre tutto perché lei stessa è entrata in quella casa volutamente. 
Il 1993 passa come un incubo, Harris si spara e Kate viene liberata, gli anni passano e poi arriva lui. Un flashback. Jeanette mesi dopo Natale entra in casa di Martin Harris, in uno dei suoi ormai abituali giri adrenalinici. E la sente: Kate chiama aiuto, implora di essere liberata, ascoltata, prega di non essere lasciata sola con i mostri nella sua testa e quello dentro casa. Jeanette ha un attimo di esitazione. Il suo primo istinto è di aiutare la povera vittima. Ma quell'istinto lo reprime e maliziosamente guarda in camera, rifiutandosi di permettere a Kate di tornare e riprendersi quello che aveva finalmente conquistato. 
Come in tutti i teen drama, però, anche le storie dei genitori diventano degli elementi fondamentali nello sviluppo della trama e delle due protagoniste. Le madri di Kate e Jeanette, Joyce (Andrea Anders) e Cindy (Sarah Drew), sembrano proiettare sulle rispettive figlie i propri giorni di gloria del liceo, causando forse più danni che altro, poiché non forniscono gli strumenti adatti ma solo l'obiettivo da raggiungere. Dipingono due donne del Sud determinate ma anche fragili nello scoprire la verità sulle proprie figlie. Ovviamente anche il rapporto con i padri è importante per Kate e Jeanette, e queste altrettanto centrali figure genitoriali seguono un cambiamento altrettanto radicale attraverso le annate. Chi dice la verità fra le due ragazze e fra i vari personaggi? Come dice la tagline della serie "la verità è come la vuoi vedere".

Come avete capito, Cruel Summer non è una serie di investigazione classica, in cui a un rapimento segue l'indagine per risolverlo. Piuttosto, è una storia di rapporti umani, di invidie e gelosie, e di mondi apparentemente perfetti e ordinari che crollano sotto il peso di crimini e segreti. Un racconto che ricorda molto Mean Girls per la scrittura attenta e sagace e per il cambio di popolarità dei personaggi da un'annata all'altra, ma risulta molto più drammatico che divertente (un misto tra Tredici e PLL). Dal teen drama Cruel Summer prende anche l'azzeccatissima colonna sonora, che pesca non solamente brani anni '90, ma anche pezzi ricercati come una particolare cover di Wonderwall degli Oasis. 
Cruel Summer gioca con l'espediente sempre intrigante del "doppio" e della "sostituzione"; eppure, la serie convince maggiormente nella fotografia e nella ricostruzione dell'universo anni '90 (dall'abbigliamento agli interni dei locali fino alla colonna sonora in cui spiccano i Cranberries). Per chi ama le storie di tensione adolescenziale e l'immaginario pop più recente.




Il Texas della prima stagione lascia il posto alle cime del nordovest della seconda, ma siamo sempre in piccole cittadine di provincia. La seconda stagione di Cruel Summer è ambientata tra il 1999 e il 2000 nella città immaginaria di Chatham, nello stato nordoccidentale di Washington. Quello di Seattle, per capirsi. Il racconto segue tre amici adolescenti: Megan, Isabella e Luke. Megan (Sadie Stanley), aspirante programmatrice informatica (siamo agli albori della rivoluzione digitale e del web), vive con la sorellina Lily e la madre Debbie, in condizioni economiche non proprio floride; lei e la sua famiglia accolgono Isabella (Lexi Underwood, Little Fires Everywhere) a casa loro per un anno, in un programma di scambio per studenti. Megan e Isabella, dopo l'iniziale diffidenza della prima, sviluppano un'amicizia che diventa rapidamente complicata. Prima perché entrambe finiscono coinvolte sentimentalmente con Luke, che è il migliore amico d'infanzia di Megan, orfano di madre e con una situazione economica decisamente diversa rispetto a quella dell'amica. Come una palla utilizzata durante le partite di pallavolo, Luke andrà anche da una parte all'altra non facendo mai capire al telespettatore per chi provi dei sentimenti e, soprattutto, se ne provi. 
Isabella è, invece, figlia di diplomatici e ha girato tutto il mondo, ma ha deciso di fare l'ultimo anno di liceo negli USA ed è rimasta colpita dalla lettera scrittale da Debbie nel programma di accoglienza studenti dall'estero. Debbie ha preso l'iniziativa per "trovare un'amica femminile" alla figlia, ma Megan non apprezza affatto. Almeno, non a luglio 1999, perché invece pochi mesi più tardi, a dicembre, loro sono molto amiche. Non solo: Megan e Luke stanno insieme, quindi evidentemente la loro situazione amici-amanti si è sbloccata. Peccato però che a luglio 2000 anche l'estate sia oscura come il nuovo look di Megan, passato da ragazza acqua e sapone a darkettona hacker. Lei e Isabella, ora, sembrano di nuovo distanti, ma in qualche modo si trovano costrette a unire le loro forze, perché le due ragazze diventano le principali sospette della morte di Luke. 

In pratica Megan sente Luke vantarsi di immaginare cose a tre con Isabella e decide di vendicarsi, così lo seduce e insieme vanno alla baita, dove ad aspettarli c'è Isabella. Le due ragazze lo legano, gli fanno ammettere (con l'aiuto di qualche droga) tutte le sue nefandezze, compreso il fatto che era lui ad avere fatto quel famoso filmato di sesso tra lui e Megan; Isabella gli spara non si sa se e quanto volontariamente e lo colpisce di striscio a un orecchio, poi lei decide di lasciarlo lì tutta la notte anche se Megan vorrebbe quanto meno curarlo.
Megan gli dice di essere incinta, lui è shockato e pensa a "soluzioni" che fanno indignare Megan, che a questo punto segue Isabella e lascia lì Luke. Il ragazzo, però, si libera, prova a camminare ma l'effetto delle sostanze lo fa barcollare, così si siede al molo finché arriva... Brent, il fratello. Sì, è Brent che lo fa cadere in acqua, al termine di un litigio che arriva al culmine quando Luke dice che loro madre non è morta perché badava a lui mentre guidava, ma perché era ubriaca e il padre ha insabbiato tutto. Brent non vuole crederci e lo spinge, facendogli sbattere la testa e poi cadere in acqua, dove il fratello non riesce più a trovarlo. 
Brent torna a casa, al mattino il padre lo trova ancora bagnato fradicio e si fa raccontare cosa è successo. Provano ancora a cercarlo, invano, così come non lo trovano le due ragazze nel frattempo tornate a liberarlo. Allora padre e fratello capiscono che è morto, e di lì parte il piano dei Chambers: far finta di nulla e anzi chiedere giustizia allo sceriffo perché arresti qualcuno, possibilmente Isabella o Megan. Quando tutto sembra concluso e Brent, preso dai rimorsi, confessa, nell'epilogo vediamo Isabella (che si presenta con il nome della sua precedente migliore amica morta, Lisa) a bordo di un aereo direzione Ibiza, già pronta a fare amicizia con una nuova malcapitata. Infine Megan che va nel luogo dell'incidente a salutare il suo amico scomparso. D'improvviso nota un riflesso, e si accorge che c'è un'altra telecamera a inquadrare proprio quel molo. Megan hackera quello che c'è da hackerare e guarda il filmato, scoprendo che quella stessa notte, non molto dopo l'incidente, Isabella aveva trovato Luke annaspare sulla riva e lo aveva di fatto ucciso schiacciandogli la faccia in acqua fino ad annegarlo, per poi dargli un calcio e allontanarlo verso le acque profonde.
Fin dalla prima puntata, come nella prima stagione, si intrecciano tre diversi piani temporali: l'estate 1999, in cui Isabella arriva e sbocciano tanto le amicizie quanto gli amori (e le gelosie); l'inverno del 1999, apice positivo del racconto – e preludio al crollo di ogni rapporto, le cui conseguenze esploriamo nell'estate del 2000, dopo che il corpo di Luke riaffiora da un lago. Le tre estati in tre anni del ciclo inaugurale, dunque, nella seconda stagione di Cruel Summer diventano due estati ed un inverno, facendo trascorrere sei mesi tra una linea temporale e l'altra. Passiamo così da luglio 1999 a dicembre 1999, a cavallo con le festività natalizie e il millennium bug con la paura che il mondo stesse per finire, e luglio 2000.

La seconda stagione di Cruel Summer purtroppo parte male già con il suo primo episodio. Immediatamente si ha infatti l'impressione che la storia non abbia minimamente a che fare con quell'adrenalina e quella trama avvincente della prima stagione, e in questo senso i personaggi secondari giocano un ruolo fondamentale. Durante il primo atto, infatti, i possibili colpevoli erano diversi e avevano tutti un movente. In questa seconda stagione, invece, i personaggi secondari hanno quasi un ruolo da comparsa che restringe il cerchio e che subito ci fa capire che nessun altro poteva essere se non lei, proprio Isabella. Ma anche togliendo questo particolare, Cruel Summer 2 non decolla mai. Tutto si ripete fino all'infinito, dandoci poi una risposta che avevamo afferrato già durante l'inizio. Probabilmente, Cruel Summer 2 avrebbe dovuto limitare gli episodi a una quantità inferiore capace di eliminare tutte le ripetizioni fastidiose e gli eventi che, senza tregua, ritornavano nello stesso modo. 
Non c'è adrenalina, la storia non è avvincente e la prima stagione, se confrontata a questa, sembra quasi un capolavoro. Il rapporto tra Megan e Isabella, poi, è volutamente continuamente altalenante, proprio come accadeva tra Jeanette e Kate, e ancora una volta ci troviamo di fronte ad un caso di persona scomparsa. Le tre linee temporali sono marcate dalla fotografia, che sceglie tre gradazioni di colore, insieme alle acconciature diverse dei protagonisti, per farci capire in che anno ci troviamo, utilizzando un montaggio che passa continuamente da un piano temporale all'altro. Il cambio da ragazza acqua e sapone a dark di Megan risulta molto più forzato (e meno sensato dal punto di vista narrativo) di quello di Jeanette, perché a mancare è un discorso tematico alla base del racconto. Se la prima stagione, a metà strada tra Mean Girls e Tredici, parlava di popolarità e bullismo, qui sembra che gli autori abbiano preferito fermarsi in superficie rimanendo sul puro intrattenimento tutto incentrato sui colpi di scena che lascino a bocca aperta e facciano proseguire la visione al pubblico, accompagnati da una colonna sonora un po' ruffiana che strizza smaccatamente l'occhio a quel periodo. Una seconda stagione che racconta una nuova aminimicizia tra giovani ragazze ma non ne approfondisce davvero i caratteri e i cambi di rotta, che risultano un po' forzati e un po' troppo improntanti sui colpi di scena, per quanto avvincenti. Le due protagoniste, meno carismatiche delle due attrici precedenti, rendono la storia un po' monocorde – anche se sempre piacevole – rispetto alla prima stagione.

Punto di forza della serie, oltre ad un ottimo cast, è il fatto di intrecciare i tre piani temporali che ha un impatto fortissimo: siamo costantemente costretti a cercare di contestualizzare alla luce di ciò che sappiamo (che cresce nel tempo), nuove informazioni che appartengono a momenti diversi, e che derivano causalmente da situazioni ora precedenti, ora successive. Ma i veri protagonisti dell'intera serie sono gli anni '90: la tecnologia sboccia, nelle forme allora (quasi) innocenti delle prime chat sul primo Internet, prima del 2001 delle Twin Towers e della loro ombra, prima della "Guerra al terrore" ancora oggi attuale, prima del 2008 dell'inizio della crisi economica infinita, prima del nostro concitato tempo digital-virale.
In modo commovente e assai potente, Cruel Summer evoca quell'età nella sua forma più pura: la musica, formidabile, di quegli anni. Peccato per il declino, di fatto la serie è stata cancellata.