DOWNTON ABBEY

 

Dopo sei stagioni, i Crawley arrivano sul grande schermo. La saga della nobile famiglia inglese e dei suoi domestici, ambientata nella campagna inglese tra il 1912 ed il 1925, ha conquistato successo in quasi tutto il mondo ed un pubblico di nicchia per quanto riguarda l'Italia. Il fulcro della serie (qui la recensione) non è mai stato quello di raccontare e creare storie d'amore, ma la forza di un tempo e del suo mutare: si comincia con l'affondamento del Titanic, passando per la Prima Guerra Mondiale, il ruolo della donna, l'evoluzione degli stili di vita e dei costumi. Grazie al fascino della location, l'ambientazione storica e la bravura degli attori, Downton Abbey ancora una volta si è confermato un prodotto che ha conquistato un vasto pubblico. 

La storia di Downton Abbey si svolge nel 1927, circa un anno e mezzo dopo gli eventi del finale della serie, che si concludeva il primo gennaio 1926. La vita a Downton procede più o meno come sempre, fino al momento in cui Robert Crawley riceve una notizia importante: i reali inglesi passeranno la notte a casa sua mentre visitano lo Yorkshire. Iniziano i preparativi, le tensioni non mancano e, in particolare, Lady Mary, convinta che l'attuale maggiordomo Barrow non sia in grado di gestire la delicata situazione, decide di richiamare in servizio il signor Carson, ormai in pensione, dando uno schiaffo morale a Barrow; anche tra Lady Violet e Lady Bagshaw, parente lontana nonché dama di compagnia della regina, non corre buon sangue per una vecchia questione di eredità: la donna non ha intenzione di lasciare a Lord Grantham la propria eredità in favore di una cameriera che cattura l'attenzione di Tom. Dunque ritroviamo la stessa servitù e l'aristocrazia, con l'unica aggiunta della famiglia reale. Tutti i personaggi che già conosciamo sono presenti, a differenza di Henry Talbot, ridotto ad un cameo a causa di altri impegni lavorativi. Mary, la figlia maggiore dei Crawley, forte, moderna ed anticonformista per quei tempi, assume un ruolo sempre più centrale, già indicata come erede di Downton Abbey. La madre e la sorella Edith rimangono sempre un po' insipide, mentre il padre, da sempre cocciuto e incagliato nelle sue convinzioni ed abitudini, è reso ben più di spessore. Ma il personaggio che abbiamo amato di più e che ritroviamo anche nel film è quello interpretato da Maggie Smith, Lady Violet: espressione della tradizione, dei valori conservatori, una donna le cui battute taglienti sono diventate leggenda e che sorprenderà la nipote alla notizia che le rimane poco da vivere. L'ex autista vedovo della sorella minore rimane letteralmente appeso per tutta la serie senza mai trovare il suo posto. Guardando il film, per l'ennesima volta ci chiediamo: lo troverà? 
Ecco che possiamo sentirci realmente a casa, a sorseggiare il tè con Lady Violet, a sentire le solite lamentele di Lady Mary e a vedere Carson e Hughes dirigere la cucina e battibeccare. A parte piccoli tasselli appena accennati, gli eventi che si susseguono sembrano un po' buttati lì senza una reale motivazione: un rapido attentato al re, l'insurrezione irlandese, un arresto per riunione omosessuale, il rischio di un distacco di tre mesi tra moglie incinta e marito, ladre di oggetti preziosi, la fatica di una Lady che deve tenere in piedi un'antica e costosa dimora e per concludere l'affronto dell'arroganza dei domestici di casa reale alla fiera servitù di Downton. Ma, di fronte a tutti questi eventi poco esplicativi, la vera protagonista rimane lei, la dimora di Downton.

Insomma, secondo me, il lungometraggio non porta davvero avanti la storia e non era del tutto necessario soprattutto dopo la chiusura perfetta della sesta stagione; si intuisce che è stato fatto esclusivamente per i fan e, per carità, i creatori se la sono anche cavata abbastanza bene. Alla fine il film, con tutti i suoi limiti, può dirsi coerente e riuscito: non mancano la nobiltà, il verde della campagna, gli inconfondibili paesini, la magione ed i suoi ambienti, le acconciature, gli abiti ed i rituali. I tempi cambiano, ma per certi versi Downton Abbey rimane sempre la stessa. 
E come dice Lady Violet in una battuta finale del film "I nostri antenati vivevano diversamente da noi, i nostri discendenti vivranno diversamente da noi. Downton Abbey resterà per sempre".