Ve la ricordate
Sex and the City? Anno 1998 prima messa in onda di una serie che ha fatto la storia. Lo show conta sei stagioni e due film, rispettivamente usciti nel 2008 (
qui la recensione) e nel 2010 (
qui la recensione). Gli episodi della serie sono lunghi circa mezz'ora, come quelli delle sitcom. Non è una vera e propria sitcom ma si caratterizza per le tipiche trame cosiddette "verticali", cioè quelle che si risolvono nel giro di una puntata.
Serie tv cult per eccellenza che ha rotto svariati tabù tra sesso, moda e romanticismo, rivoluzionando il tipo di narrazione televisiva. Alla fine degli anni '90 il cinema ha cominciato ad abbattere questo luogo comune proponendo diverse pellicole di un certo spessore (
Basic Instinct), a differenza del piccolo schermo che non aveva affrontato ancora la sessualità dal punto di vista della donna.
Tratta dall'omonimo romanzo di Candace Bushnell,
Sex and the City ha portato sul piccolo schermo un racconto spassionato di quattro donne trentenni che si relazionano con gli uomini e con il sesso. Quello vero, non quello squallido da romanzetti rosa.
Oggi c'è ancora gente che critica la serie per tanti motivi, in particolare per il suo materialismo troppo spinto e uno spiccato irrealismo. Ritengo che sia una serie godibile, divertente e senza pretese, che racconta di sesso e amore senza falsi pudori.
Non l'ho vista da piccola in quegli anni in cui uscì - anche perché poco potevo capire di argomenti come sesso e amore - ma diversi anni dopo quando più o meno uscì il primo film. Ovviamente rimane sempre piacevole riguardare qualche episodio ogni tanto.

Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker) è una giornalista di un quartiere di New York, a Manhattan, dove vive da sola in un appartamento nel West Village, e si mantiene con una sola rubrica, che dà il nome alla serie, pubblicata sul New York Star. In più è un'appassionata di moda, di scarpe e della bella vita newyorkese, gira con i taxi e con i tacchi di Manolo Blahnik ai piedi. Direi piuttosto surreale. Ma chi non ha mai sognato di vivere come Carrie, di fare la bella vita e di non preoccuparsi di rimanere senza un soldo? Chi non ha mai sognato di scrivere una rubrica d'amore e di sesso libero per un quotidiano? Quindi mannaggia a Carrie, al suo essere dannatamente perfetta e ai suoi amori quasi perfetti. La protagonista e le sue amiche Samantha, Miranda e Charlotte, con i loro stravaganti abiti, spesso ubriache di Cosmopolitan e sempre intente a chiacchierare, hanno costituito un vero e proprio fenomeno di costume, contribuendo in una narrazione fuori dal comune per quegli anni. Le amiche parlano di sesso con disinvoltura e naturalezza, senza vergogna. Perfino Charlotte, la più pudica, si rende conto di quanto il sesso è importante nella vita di coppia.
Una vita glamour e scintillante costellata da vestiti firmati e cocktail party che solo i VIP e i personaggi di un certo livello si possono permettere, eppure le quattro protagoniste la vivono. Potenti donne in carriera che sono in grado di tenere al guinzaglio ogni uomo che incontrano. Forse è questo che ha reso
Sex and the City un fenomeno mondiale e senza tempo. Viste sotto questa luce, le vite delle quattro amiche potrebbero sembrare perfette, quasi ideali. In realtà non è solo di sesso e di superficialità di cui si parla: si tratta di una serie che non racconta solo di borse all'ultima moda e vita mondana, ma anche di sentimenti, amicizia, amore verso una città e la ricerca costante di quello vero. Carrie è anche la voce narrante che commenta le avventure personali e delle amiche, facendoci così seguire la rubrica che racconta praticamente la sua vita. Le donne, nelle prime stagioni, conducono la loro vita sentimentale piuttosto con leggerezza. Carrie e Charlotte sono le uniche che credono nel vero amore. Ma Carrie è anche cinica come Miranda e leggera come Samantha. Dalla quarta stagione in poi le protagoniste hanno un po' più di amor proprio, ricercano l'amore in maniera cosciente, portando la serie, nell'ultima stagione, ad un grado di maturità che non ci saremmo mai aspettati. L'amicizia delle quattro donne va oltre le loro relazioni, le loro visioni su di esse e le loro reciproche opinioni contrastanti su uomini, sesso e amore, tanto da farci capire che, come dice Charlotte, non è necessario avere un uomo nella propria vita per sentirsi complete perché, se hai un'amicizia così profonda e sincera, l'anima gemella l'hai già trovata.
Ogni protagonista incarna singolarmente un preciso spaccato dell'essere donna, una serie di principi e modi d'essere che ci mostrano quanto diverse e allo stesso tempo simili siano tra di loro.
Mentre Charlotte e Samantha fanno un po' da contorno perché totalmente opposte l'una dall'altra, Miranda è una via di mezzo tra tutte e due. Invece possiamo dire che Carrie tra tutte è il personaggio più completo: brillante, ironica, vivace e spiritosa, al tempo stesso fragile, insicura, ma profondamente vera, sempre alla ricerca di qualcuno da amare e circondata da armature che la difendono dal mondo, quali la moda e le sue amiche.

Carrie fin dalla prima stagione è innamorata di Mr. Big (soprannome affibbiato che ci dà la misura di quanto lei si senta piccola di fronte a lui), fascinoso magnate della finanza allergico ai legami, così inciampando nel solito cliché che vede le donne propendere per uomini complicati e poco inclini emotivamente ad una relazione. In una tira e molla lungo sei stagioni, Carrie avrà una serie di flirt e tre relazioni importanti: Aidan Shaw, creatore di mobili e l'unico con cui convive e le chiede di sposarlo; Jack Berger, scrittore frustrato che la lascia con un post-it; Aleksandr Petrovsky, artista maturo ed eccentrico che la porta con sé a Parigi (dove Big va a riprenderla nell'ultima puntata). Effettivamente Carrie nelle prime due stagioni cercherà inutilmente attenzioni da Big, ma lui è sempre preso da altro e sembra non importargli di costruire un futuro con Carrie. La donna, alternando varie conoscenze, troverà l'amore che ha sempre desiderato da Big in Aidan nella terza stagione, ma rovinerà tutto tradendolo con Big. Carrie è sempre stata una persona allegra e solare, la vedevo bene con Aidan, mentre Big faceva uscire quella parte triste e malinconica di Carrie, arrabbiata e insicura. Inoltre Carrie ha sempre avuto tutto nella vita e preteso altro: aveva Aidan, una casa, i suoi vestiti, il suo lavoro, le sue amiche e voleva anche Big. Tante volte si è comportata anche con le amiche da ragazza capricciosa. Dopo un periodo di solitudine e storie di poco conto, Carrie ritorna da Aidan pregandolo in ginocchio di perdonarla. Vivono un'intensa storia d'amore per tutta la quarta stagione, ma questa volta è lei a comportarsi come Big: si tira indietro alla sola idea del matrimonio, capendo che, nonostante voglia stare con lui, non ha molta voglia di sposarlo. C'è chi ancora non l'ha superato quel finale. Forse lui era perfetto per lei, ma lei decisamente non se lo meritava. Tra tutte e quattro Carrie è decisamente la più incoerente. L'avrei presa a schiaffi tante di quelle volte, soprattutto per come si è comportata con il povero Aidan. Durante la quinta stagione rimane single perché dice di non avere più l'età per delle storie di poco conto, fino ad arrivare all'ultima stagione, in cui coronerà il suo sogno d'amore con Big, ritornando anche a New York dalle sue amiche.

Perfetta donna in carriera che non crede nell'anima gemella e non pensa che una donna debba essere salvata è Miranda Hobbes (Cynthia Nixon), lucida, fredda e realista sia nel lavoro che nell'amore. Miranda, avvocato di successo, maschera con il cinismo un'enorme insicurezza, che le fa impiegare sei stagioni per rendersi conto di voler sposare Steve, paziente e tenero barista con il quale ha un figlio. Decisamente è la storia più bella di tutta la serie. Altro che quel pallone gonfiato di Big. Si conoscono nella seconda stagione, vanno a letto e poi cominciano una relazione, troncata a causa di stili di vita diversi. Un secondo tentativo fallisce nella stagione successiva, ma Miranda e Steve rimangono comunque molto legati, tanto che lei gli sta vicino quando lui affronta una difficile operazione per un cancro al testicolo. Rimasta incinta dopo un'ultima notte d'amore, decidono di non mettersi insieme ma dare alla luce il bambino, finché lasceranno i loro rispettivi compagni per coronare il loro sogno d'amore, trasferendosi a Brooklyn.
La sua collezione di amanti ha un numero spropositato: il primo fra tutti Skipper, un caro amico di Carrie, romantico e impacciato, e l'ultimo Robert, vicino di casa e medico sportivo, che lascerà per Steve.

Charlotte York (Kristin Davis), gallerista snob e perfettina che vive per il principe azzurro, definita la "Pollyanna di Park Avenue", si impegna per superare le inibizioni sessuali da ragazza di buona famiglia. Il primo matrimonio (terza stagione) con un medico impotente e mammone, Trey, le lascia un'amarezza profonda così da non fidarsi più dell'amore, per poi incontrare Henry, goffo e tenero avvocato divorzista, con cui sarà vero amore e che sposerà nella sesta stagione.

Al contrario c'è Samantha Jones (Kim Cattrall), decisamente l'opposto rispetto a Charlotte, con la quale si scontra spesso per le loro visioni in contrasto della vita, dell'amore e del sesso. Non ama le relazioni, vive il sesso liberamente, senza cercare nessuna forma d'amore, ma ad un certo punto sarà l'amore a cercare lei: nella prima stagione si innamorerà di James ma è costretta a lasciarlo perché non la soddisfa abbastanza a letto, poi nella terza stagione di Maria, un'artista lesbica che Samantha conosce ad una mostra e lascerà perché vuole solo parlare, mentre l'altra è a disagio con i passati uomini di Samantha. Richard Wright è un ricco magnate alberghiero che Samantha conosce nella quarta stagione, lavorando per lui. I due hanno una relazione prima sessuale, poi più profonda, quando Samantha capisce, suo malgrado, di essersi innamorata dell'uomo. Lo lascia dopo averlo scoperto a letto con un'altra. Nella sesta stagione incontra Smith, cameriere ma aspirante attore, che riesce a conquistare il cuore della donna, rimanendole accanto nei momenti bui della sua malattia (il cancro al seno che la colpirà alla fine della stagione).

Decisamente un cast tutto al femminile dove non ci si può lamentare della bravura delle protagoniste con look stupendi e sullo sfondo la bellissima ma caotica New York; alla luce di ciò possiamo concordare che
Sex and the City non trasmetta chissà che valori educativi: non c'è assolutamente delicatezza nel parlare di certi temi importanti come il cancro, non si dà importanza a una relazione (è quasi scontato che gli autori abbiano voluto intenzionalmente trovare pretesti inutili, spesso sessuali, per chiudere ogni nuova conoscenza delle ragazze) e sembra quasi che le cose importanti siano il denaro, i vestiti, il sesso e un uomo ricco da sposare. Certo può piacere o non piacere, ma rimane un cult di successo e ben fatto.
È vero che i personaggi sono talvolta esasperati ed esasperanti: Carrie diventa odiosa con il suo egoismo e la sua smania di avere Big a tutti i costi, mostrandoci come alla fine un rapporto di dipendenza (Big) ha la meglio su uno sano (Aidan); Miranda è talmente cinica che non si accorge di allontanare l'unico uomo che la ama davvero, diventando spesso infantile e noiosa; Charlotte sembra uscita da un cartone animato, a tratti sembra la più normale e saggia ma i suoi lati da bambina romanticona sono così irreali e fastidiosi; Samantha, forse, è la più coerente del gruppo che, nonostante le sue scelte discutibili, rimane una persona con reali sentimenti nascosti.
Credo che se si riesce a togliere lo strato di patina superficiale, rimane semplicemente una bella storia d'amore e d'amicizia. Fa ridere e non cade mai nella noia, piuttosto sono presenti alcuni momenti di commozione. Sex and the City piace molto perché ha un suo stile e si discosta dalle altre serie tv. Per l'epoca si può dire che è stata certamente innovativa sotto tanti punti di vista. Non a caso ha vinto diversi premi e, visto il successo ottenuto anche grazie al libro, è stato prodotto anche l'adattamento televisivo dell'omonimo romanzo della storia di Carrie da adolescente, The Carrie Diaries, con AnnaSophia Robb, scritto sempre da Candace Bushnell (2010), a cui è stato scritto un seguito nel 2011, Summer and the City.