Di thriller non ne abbiamo mai abbastanza e, proprio ultimamente, ho capito che non ne potevo fare a meno di questa miniserie su Netflix di sei episodi. Il titolo non mi era nuovo – forse molto simile ad alcuni prodotti che avevo visto – poi ho scoperto di avere il libro in casa, ovviamente di quelli comprati e mai letti. Il romanzo di riferimento è Behind her eyes di Sarah Pinborough, uscito nel 2017 e pubblicizzato con l'hashtag #WTFEnding. ("che cavolo di finale").
La serie mostra in
modo piuttosto fedele l'ossessione della mente umana con tutti i risvolti del
libro dalla caratterizzazione di una moglie frustata con evidenti problemi
psichici, di un marito enigmatico e di una madre single vittima del loro gioco
psicologico, fino all'inquietante finale. All'inizio, devo dire la verità, non
si sa bene dove voglia arrivare la serie, però in un certo senso quella voglia
di continuare a vederla pervade. Un po' thriller psicologico e un po' dramma
soprannaturale, Dietro i suoi occhi sembra seguire quella lentezza delle
soap opera, quel mistero che pervade puntata dopo puntata e che ti consente di
proseguire anche se con mille dubbi. Dunque l'esperienza è ancora tutta da
capire, non si sa se in positivo o negativo.
Nei panni della protagonista c'è Louise, lavoratrice
part-time sola e con figlio a carico, che casualmente verrà a contatto prima
con David e poi con Adele. Quando una sera, in cui la sua amica le dà buca,
condivide un bacio fugace con David, giorni dopo Louise si imbatte nella moglie, non
riuscendo però a confessarle di aver conosciuto David prima di scoprire di lavorare
per lui. Mentre l'attrazione fatale tra i due non riesce ad essere tenuta a
freno, Louise si trasforma anche nell'amica e confidente di Adele: a prima
vista l'immagine della perfetta mogliettina, nasconde tanti segreti. Louise,
tuttavia, si trova coinvolta in quel legame tra i due e scopre con il tempo che il
matrimonio di David e Adele nasconde lati oscuri e inquietanti, così non riesce
più a capire chi dice la verità tra i due. Lui è un affascinante psichiatra
scozzese (e ti chiedi subito: "ma che cavolo come ha fatto a non capire nulla?")
e lei una moglie fragile e tormentata da un passato misterioso. Inizialmente
potrebbe sembrare la solita storia di un triangolo amoroso, però si aggiunge
una strana sottotrama sulla proiezione astrale e sulla trasmigrazione delle
anime, dando una svolta diversa alla storia, apparendo quasi fuori contesto e
slegata dal resto.
La scrittura, purtroppo, non riesce a mantenere alto lo
standard della serie, considerata la qualità della regia, delle interpretazioni
e delle ambientazioni londinesi. Ciò che emerge di più è sicuramente l'instabilità
mentale di Adele, interpretata con una grande carica magnetica dalla figlia di
Bono, prendendoci e sorprendendoci. La serie è un thriller psicologico con elementi
del romanzo gotico, a metà tra l'erotico e il sovrannaturale (è proprio
quest'accostamento che funziona poco), scandito da diversi colpi di scena che
si fanno sempre più assurdi, cosa che porta a dividere in due fazioni gli
spettatori. Alla fine se ne potrà parlare bene o male, ma di sicuro se ne
parlerà.