Ispirata dal romanzo Il signore delle mosche di William Golding, The Society è una serie Netflix di dieci episodi uscita nel 2019 e creata da Christopher Keyser. Un cast di giovani attori emergenti sono al centro di un racconto dalla forte connotazione politica e sociale, su cui si innesta una trama mystery, sfruttata però in maniera non del tutto efficace.
Ci troviamo nel New England contemporaneo, precisamente nella piccola città di West Ham, dove, a seguito di una serie di misteriosi avvenimenti, un gruppo di adolescenti benestanti rimane improvvisamente intrappolato in una fedele riproduzione della loro cittadina, dalla quale sono però completamente scomparsi gli adulti. Inizia tutto da un fetore insopportabile e da una gita scolastica. A causa del maltempo i ragazzi non arrivano mai a destinazione e vengono immediatamente riportati a casa, ma la città non è più come sembra.
Il giorno dopo, mentre essi cercano di comprendere l'accaduto, la situazione di isolamento li costringe ad organizzarsi e a cercare una specie di ordine sociale. In mezzo a tutto questo caos, subentra rapidamente la saggezza pedante della prima della classe, Cassandra Pressman, che prende le redini della comunità cercando di istituire delle regole per evitare che si crei l'anarchia. A parte quelli che la vorrebbero morta, ci sono quelli che invece l'ascoltano perché giudiziosa e carismatica; o forse perché è l'unica che riesce a tenere la comunità apparentemente unita. Fare la leader di una società, però, non è lo stesso che essere rappresentante di classe. Come se improvvisamente dei ragazzi liceali siano pronti a far tutto allo stesso modo di quando erano a scuola. D'altra parte basta leggere il capitolo giusto del manuale di pronto soccorso per fare una flebo e dare una guardata rapida alle figure sul libro di ginecologia per diventare ostetrica e far partorire una ragazza incinta chissà di chi. Inevitabilmente nascono dissidi e fazioni che alimentano tensioni tra i ragazzi.
Nonostante le buone intenzioni, The Society si muove a livello superficiale, utilizzando dei cliché prettamente adolescenziali, che rimangono piatti per tutto il racconto: il passaggio da ragazzi collegiali alle prese con sballo e slanci ormonali a giovani adulti costretti alla responsabilità e ad una maturazione repentina diventa piuttosto problematico, poiché The Society rifiuta una connotazione emotiva fra i personaggi e lo spettatore. Più che comprendere il passato e il carattere dei protagonisti, vediamo questi ultimi crescere davanti ai nostri occhi, come se la loro vita fosse cominciata con l'arrivo nella spettrale cittadina in cui sono rinchiusi. In sintesi The Society è una vera e propria accozzaglia di volti vuoti mai visti prima e che solo a metà stagione riesci ad individuarli bene. La serie non poteva perdersi dietro al lento processo di costruzione del passato dei personaggi o di una società e delle sue strutture portanti; c'erano troppi cliché da mettere in scena: il tira e molla tra colei che ama il suo migliore amico a cui però piace la super bella e tormentata che sta con un altro, la ragazza emarginata che finisce con il bullo violento, i due fidanzati modello tutti casa e chiesa, il coming out del ragazzo forte e sensibile che, però, arriva nel momento sbagliato perché l'altro, pur corrispondendo il suo sentimento, deve rimandare perché ha preso un impegno con l'amica del cuore.
Nonostante questo, la tensione che si crea tra i ragazzi risulta ben strutturata, non mancando, inoltre, di profonde riflessioni politiche e sociali, che fotografano efficacemente alcuni risvolti della realtà in cui viviamo. Solo alcuni personaggi, come Campbell, o la stessa protagonista, Allie, sorella di Cassandra, sono abbastanza ben caratterizzati. La rappresentazione del potere incarnato da Allie è tutto meno che banale: ben evidente in un paese come quello dell'America sono il pregiudizio sessista nei confronti delle donne che occupano posti di comando o il problema della libera circolazione delle armi. Allie è una ragazza timida ed insicura, che vive nell'ombra di sua sorella maggiore, ragazza forte, popolare e leader.
Il ritmo della sceneggiatura nei vari episodi risulta cadenzata e per nulla frenetica. All'inizio guardiamo gli episodi con una certa perplessità, ma nella progressione di essi The Society acquisisce forza e spessore, portando ad alcune svolte cruenti ed è soprattutto negli ultimi episodi che la serie alza un pochino l'asticella.
In realtà sembrava che lo scopo della serie fosse rispondere ad alcune domande: "dove sono finiti tutti gli adulti?", "come sopravvivere quando non si può scappare?", "riusciranno dei ragazzi inesperti a ricostruire una società che garantisca le funzioni quotidiane quando sono rimasti da soli a dover fare tutto?"
Il vero problema di The Society è l'incapacità di mantenere la narrazione alta e coerente con le promesse iniziali. Non è certo un capolavoro del genere, ma The Society partiva da una buona base e aveva interessanti premesse purtroppo poco sfruttate; non trasmette esattamente fino in fondo il messaggio per cui è stata creata, o almeno non ancora.
Il finale si è concluso nella speranza di una seconda stagione, che a fine 2020 è stata cancellata da Netflix.