ÉLITE


Dopo La Casa di Carta, Netflix ci prova ancora con una serie spagnola del tutto diversa dalla precedente e che in parte attinge allo stesso cast. L'ho vista perché mi è stata consigliata e devo dire che mi è piaciuta abbastanza, eccetto alcune scelte di scrittura, e devo dire che l'ho divorata in pochi giorni. Anche meno, considerando che ogni stagione è composta da pochi episodi, visti in una sola giornata. Inutile dire che prende molto essendo un teen drama a tutti gli effetti. Ho iniziato a vedere la prima poco dopo l'uscita e ho concluso la terza stagione nello stesso pomeriggio in cui è stata caricata.

Élite racconta le vicende personali di alcuni studenti che frequentano una delle migliori scuole private in Spagna, Las Encinas. La struttura iniziale di Élite ricorda quella di Big Little Lies (qui la recensione), in cui la vicenda del crimine commesso viene ricostruita tramite le testimonianze rilasciate alla polizia dagli studenti del liceo. Nei continui flashback ripercorriamo l'arrivo nella scuola di tre nuovi studenti dei quartieri poveri, sorteggiati per ricevere una borsa di studio, dopo che il loro edificio scolastico è crollato: Samuel, Nadia e Christian. Samuel, timido e riservato, fa la conoscenza di Marina, ragazza ricca, bella e ribelle. Nadia, musulmana praticante, deve fare i conti con le usanze libertarie della scuola in contrasto con il rigore della sua famiglia. Christian è il più estroverso tra i tre e cerca da subito di entrare nel gruppo dei ricchi.

All'apparenza può sembrare il classico teen drama (e per molti effettivamente lo è), ma l'aspetto thriller a cui si dà importanza, rende questa serie piacevole, nuova e interessante. Certo i classici cliché e stereotipi non mancano: i personaggi sono complessi, con il loro mondo interiore, le loro fragilità, le loro insicurezze, a tratti li ami e a tratti li odi. Difficilmente riesci a provare empatia per ognuno di loro, soprattutto per alcune scelte che fanno. Essi rubano, spacciano, infrangono regole senza preoccuparsi delle conseguenze. Sono personaggi negativi, non puoi averne uno preferito: ricchi, odiosi, snob, cattivi e furbi. Fanno qualsiasi cosa per vincere.
Poi ci sono loro, Samuel e Nadia, gli unici che fanno la differenza in tutta la massa. Samuel non è particolarmente antipatico, anche se a tratti risulta essere noioso. Somiglia molto a Clay Jensen di Tredici. Invece mi sono chiesta in più occasioni di come Nadia potesse essere così intelligente, ma allo stesso tempo così sciocca. Capisco il senso di responsabilità verso la sua famiglia, ma dopo un po' basta.
Il conflitto di classe è alla base di Élite, in cui il ceto abbiente cerca di predominare e allontanare i nuovi arrivati, ma allo stesso tempo si rivela essere un contatto tra le due classi, che al di fuori di quella realtà non ci sarebbe stato assolutamente: l'amicizia/amore tra Samuel e Marina, la storia d'amore impossibile tra Nadia e Guzmán - fratello adottivo di Marina - e Omar - fratello di Nadia - che rompe gli schemi con la sua famiglia per vivere liberamente il suo amore per Ander (non a caso conosciuti in un'app di incontri, ma vabbè), infine Christian che crea una relazione poliamorosa con Carla e Polo. Il dramma quindi entrerà in contatto con il thriller.

La seconda stagione riprende proprio da dove la prima si era interrotta, e le ricerche sull'omicidio portano a trovare un colpevole che tutti noi già conosciamo. La tensione si accentua, soprattutto quando Samuel scompare, coinvolto emotivamente nell'omicidio, e tutte le ricerche della polizia si espandono fino a capire le vere dinamiche. Qui ci liberiamo degli attori de La Casa di Carta per far decollare da sola la serie, tenendoci come sempre incollati allo schermo. L'entrata in scena, invece, di nuovi personaggi più complessi dei precedenti, Rebeka, Valerio e Cayetana, ha dato alla serie una spinta in più. 


Obiettivamente, però, alcuni intrecci sono troppo esagerati, come ad esempio la relazione incestuosa tra Lu e suo fratello Valerio, l'espediente della relazione poliamorosa che si ripete anche nella terza stagione, un altro omicidio. Insomma, tra omosessualità, sesso a tre, incesti, ci mancavano solo le orge.
Rispetto alle prime due stagioni, devo dire che la terza mi è piaciuta leggermente meno. Oltre che sembrare ripetitiva sotto certi punti di vista, elencati sopra, mi sono posta alcuni dubbi: durante la festa di diploma, alla fine della stagione, ci sono un sacco di persone, ma i poliziotti interrogano solo i protagonisti principali, che sembrerebbero gli unici rimasti; inoltre la polizia arriva dopo pochissimi minuti che è stato commesso l'omicidio, pur trovando i ragazzi il tempo di pianificare cosa dire e ingannare la polizia. Mah. Quel pezzo, poi, mi ha ricordato ancora il finale di Tredici: il modo in cui si accordano, gli interrogatori e il senso di unione. Ancora una domanda: perché far ammalare Ander? Avrei voluto uccidere gli sceneggiatori. Per concludere l'entrata in scena dei due nuovi personaggi, Yerai e Malick, non ha destato curiosità come aveva fatto la stagione precedente. Anzi risultano insipidi e senza personalità. Sono stati messi lì per dividere le coppie formatesi nella stagione precedente e lasciarci con il punto di domanda fino all'ultimo. Invece un applauso va al miglior personaggio della stagione, a mio parere, ovvero Lu, che è riuscita ad abbattere le sue convinzioni e pregiudizi. Ci aspettavamo una nuova guerra con Nadia per contendersi Guzmán, invece tutt'altro. Andranno addirittura nella stessa università. 


Nonostante mi abbia preso tantissimo anche questa stagione, ci sono state molte ridondanze e cose alquanto prevedibili, soprattutto negli episodi precedenti l'omicidio, e scelte di regia discutibili. Sicuramente la festa, in cui avviene l'omicidio, è stato l'evento in cui è stato possibile ricostruirne il puzzle e chiudere un cerchio. Tutti i nodi sono venuti al pettine, per questo motivo possiamo dire addio al cast attuale. Sarei curiosa di sapere come gli autori penseranno di ricominciare con una nuova generazione, proseguendo con una nuova storia e un nuovo cast per la quarta stagione annunciata (qui la recensione). Cosa ne pensate? Io l'avrei finita qui.